Su 25.000€ di fatturato (coefficiente 78%, aliquota 15%), l'imposta sostitutiva dovuta è di circa
2.162 €
Quando si parla di 'quante tasse si pagano' nel forfettario, è importante distinguere due voci che spesso vengono confuse: l'imposta sostitutiva (che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP, ed è la 'tassa' in senso stretto) e i contributi previdenziali INPS (che non sono propriamente una tassa, ma un accantonamento per la propria pensione futura). Su 25.000€ di fatturato, l'imposta sostitutiva è di circa 2.162€, ma se si aggiungono anche i contributi (5.084€), il totale versato sale a circa 7.246€, pari a circa il 29% del fatturato totale.
| Voce | Importo (su 25.000€) | % sul Fatturato |
|---|---|---|
| Imposta sostitutiva (15%) | 2.162 € | 8,6% |
| Contributi INPS (26,07%) | 5.084 € | 20,3% |
| Totale tasse + contributi | 7.246 € | 29,0% |
| Netto rimanente | 17.754 € | 71,0% |
Calcolo basato su coefficiente ATECO 78%, aliquota ordinaria 15%, Gestione Separata INPS. Con l'aliquota agevolata al 5% (nuove attività), l'imposta scenderebbe a circa 721€, riducendo il totale versato a circa 5.805€ (23,2% del fatturato).
Nonostante il 29% di prelievo complessivo possa sembrare elevato, il regime forfettario resta generalmente più favorevole del regime ordinario per chi ha costi reali contenuti, perché il coefficiente di redditività esclude già 'di default' una parte del fatturato (il 22% nel caso dei professionisti) dalla base imponibile, senza bisogno di documentare alcuna spesa specifica.